Assessore: Francesco Del Sordi
Dirigente: Ignazio Spanò
P.zza Municipio, 1
Tel. 0481 383204
Fax. 0481 383470
Orario:
8.45 - 10.45 Lunedì, mercoledì, venerdì
zanzara tigre(Aedes albopictus)
La zanzara tigre è un insetto di origine asiatica segnalata in Italia dal 1990.
La prima segnalazione in Friuli Venezia Giulia risale al 1995 per il territorio di Monfalcone; da allora l'infestazione si è rapidamente estesa fino a interessare, nel 2006, 136 Comuni della Regione.
Fin dal 1996 la Direzione regionale della Sanità e delle Politiche Sociali prima, e l'Azienda per i Servizi Sanitari n. 2 "Isontina" su mandato della Regione poi, hanno affidato al Dipartimento di Biologia applicata alla Difesa delle Piante dell'Università di Udine il compito di eseguire, in un'ottica di pubblico servizio, il monitoraggio della "zanzara tigre" sul territorio regionale e di fornire alle Aziende sanitarie e ai Comuni le informazioni scientifiche e tecniche per l'esecuzione degli interventi insetticidi.
Le uova sono deposte sulle pareti di qualsiasi piccolo contenitore di acqua stagnante appena sopra la superficie della stessa. Esse schiudono quando vengono sommerse in adatte condizioni di temperatura e di fotoperiodo, che in Friuli Venezia Giulia si verificano di norma a partire dal mese di aprile.
Le uova deposte nella tarda estate superano l'inverno. Da esse schiudono le larve che attraverso 4 età raggiungono lo stadio di pupa, dalla quale emerge l'adulto che abbandona l'ambiente acquatico. Nei mesi estivi il ciclo uovo-adulto si completa in una decina di giorni e i cicli si susseguono di norma fino al mese di ottobre inoltrato. La femmina adulta ha bisogno di sangue per maturare le uova; punge di giorno soprattutto all'aperto e all'altezza delle gambe. Sosta tra la bassa vegetazione dove digerisce il pasto di sangue. In genere si sposta di pochi metri dal focolaio. In Italia l'insetto non trasmette malattie ma è molto fastidioso.
Diversamente dalle zanzare comuni, la zanzara tigre non colonizza larghi specchi d'acqua stagnante, come ad esempio stagni, paludi, pozzanghere, fossi. Essa invece compie lo sviluppo larvale in piccole raccolte d'acqua stagnante, di qualsiasi tipo, come ad esempio:
Gran parte dei cittadini della regione ha ormai imparato a riconoscere l'insetto adulto, facilmente distinguibile dalle altre zanzare per il suo colore nero scuro, accompagnato da striature bianco avorio sulle zampe e sull'addome e da una singola striscia longitudinale bianca sul dorso. Le dimensioni sono paragonabili a quelle delle zanzare più comuni (0,5-0,8 mm).
La zanzara tigre è un insetto urbano che vive a stretto contatto con l'uomo. La maggior parte dei suoi focolai di sviluppo (piccoli contenitori d'acqua come bidoni, sottovasi, tombini, ecc.) sono creati dall'uomo stesso; ne bastano pochi per infestare un intero quartiere. Nella lotta contro Ae. albopictus è perciò essenziale l'intervento dei cittadini al fine di prevenire la formazione dei focolai larvali o di prevederne il trattamento insetticida. Il solo intervento nelle aree pubbliche sortisce risultati scarsi e insoddisfacenti.
Gli insetticidi utilizzati per il controllo delle zanzare devono essere registrati dal Ministero della Salute e devono esser usati in modo conforme a quanto previsto in etichetta. Il loro acquisto, che può avvenire presso le farmacie, le "agrarie" o altri negozi specializzati, e il loro uso non richiedono speciali autorizzazioni o patentini. I trattamenti più efficaci sono quelli diretti contro le larve (trattamenti larvicidi) e sono utili anche contro la zanzara comune (Culex pipiens).
I trattamenti insetticidi più efficaci, economici e con il minor impatto ambientale sono quelli mirati a colpire le larve direttamente negli ambienti di sviluppo. Essi vanno limitati a quei focolai che non sono in nessun altro modo eliminabili (come già detto, il miglior intervento è la prevenzione) e che nella maggior parte dei casi sono rappresentati dai tombini contenenti acqua.
Gli insetticidi possono essere formulati sotto forma di compresse o sotto forma liquida. Gli insetticidi in compresse sono più comodi da distribuire, in quanto vengono semplicemente somministrati a mano (è raccomandato indossare i guanti) alla dose di una compressa per tombino. Il formulato liquido dev'essere invece distribuito previa diluizione in acqua nella dose corretta. Prima di eseguire i trattamenti è consigliabile una pulizia interna dei tombini in modo da rimuovere il più possibile fango, foglie, ecc. L'intervallo ottimale di trattamento dipende dal tipo di insetticida utilizzato e dalla dose di impiego. Il periodo dei trattamenti è compreso tra aprile e ottobre.
E' importante che le misure di prevenzione e di trattamento vadano intraprese in tutto il vicinato ed eseguite anche in eventuali periodi di assenza di qualche famiglia (es. per vacanze).
I trattamenti contro gli adulti di zanzara ("trattamenti adulticidi") vanno possibilmente evitati poiché sono poco efficaci e molto inquinanti. Sono immaginabili solo come intervento circoscritto, temporaneo ed eccezionale nel caso di presenza di elevate densità dell'insetto. Sono da eseguire solo dopo un attento sopralluogo dell'area da trattare finalizzato alla ricerca e all'immediato trattamento (o eliminazione ove possibile) dei focolai di riproduzione dell'insetto. Il trattamento dovrà interessare la bassa vegetazione (siepi, cespugli) fino a una altezza di due-tre metri, soprattutto in posti umidi e ombreggiati ove la zanzara adulta ama stazionare; dovrà essere eseguito in assenza di persone ed evitando che l'insetticida possa contaminare prodotti destinati al consumo umano (ortaggi, frutta, ecc.) o animale. Per tali trattamenti si consiglia l'impiego di insetticidi a base di piretroidi (prodotti di sintesi simili al piretro naturale) che saranno diluiti in acqua alla dose prevista in etichetta. Anche per il trattamento di cumuli di pneumatici o di rottami mediante atomizzatore, si consiglia l'utilizzo di insetticidi a base di piretroidi.
Testo redatto in collaborazione con:
dr. Renato Zamburlini
Dipartimento di Biologia applicata alla Difesa delle Piante
Università di Udine
Via delle Scienze, 208
33100 Udine