Assessore: Francesco Del Sordi
Dirigente: Alessandro Medeot
Uffici:
P.zza Municipio, 1
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Orario:
8.45 - 12.00 da lunedì a venerdì
Estratto dall'opuscolo Informazioni per l'uso ... della raccolta differenziata porta a porta
Mese di luglio 2006: il sistema di raccolta ed asporto dei rifiuti domestici nella città di gorizia risulterà integrato da alucune nuove modalità.
È stato infatti predisposto il ritito a domicilio delle raccolte di plastica, lattine, carta e cartone: si effettua comunemente, in molte città ma a Gorizia ha una caratteristica particolare, che consente di risparmiare sui costi della selezione
Chi non voglia conferire gli imballaggi di plastica e le lattine alle isolette ecologiche, che continueranno a funzionare con le modalità note, potrà riunirli in apposito sacco di colore bianco: il sacco è semitrasparente, così da consentire la verifica sulla qualità della raccolta. Quanto alla carta ed ai cartoni, non si è ritenuto necessario prevedere specifici contenitori, visto che sono essi stessi un rifiuto e rappresentano un costo. Riviste e giornali imballati, inseriti nelle borse di carta ricevute nei negozi o nelle scatole di cartone che si recuperano facilmente e gratis nei supermercati, saranno depositati in luoghi accessibili al personale incaricato.
L’asporto verrà articolato con un ritmo quindicinale a seconda dei calendari relativi alle diverse zone della città, che risultano però modificati per far posto al passaggio destinato alla terza raccolta dell’umido. E ciò per una ragione molto semplice: avrete notato che i rifiuti umidi vengono asportati da automezzi e personale diversi da quelli che si occupano del secco residuo.
La raccolta differenziata a domicilio è svolta da un’organizzazione ancora diversa. Non sarebbe agevole, nemmeno per i cittadini, se le tre fasi di raccolta – umido, secco e differenziata – si sovrapponessero nella stessa zona.
Resta immutata, per tutte le zone in cui è suddivisa la città, la giornata dell’asporto congiunto dell’umido e del secco residuo: ormai è entrato nelle nostre abitudini ricordare qual è il giorno in cui va esposto il secchiello dell’umido, accanto al quale continueremo a mettere il solo sacco giallo.
La raccolta differenziata si aggancia proprio a questo familiare appuntamento, nel senso che verrà effettuata nella giornata successiva: a settimane alterne esporremo il sacco bianco Iris, con plastica e lattine, e le confezioni di carta e cartone. Avrà dunque grande importanza non sbagliarsi sulla giornata di raccolta, per non dover ritirare il sacco non asportato e attendere la settimana successiva. Altrettanto importante sarà eseguire correttamente le due raccolte differenziate: solo imballaggi di plastica e lattine, per l’una, solo carta, per l’altra. Errate composizioni delle raccolte, visibili perché il sacco ne permette l’identificazione, produrranno semplicemente il mancato asporto.
Per poter inserire il terzo giro di asporto del rifiuto umido, i calendari di tutta la città hanno dovuto essere modificati. Bisognerà fare un po’ di attenzione: la cosa più semplice sarà appendere sul calendario che più o meno tutti abbiamo in cucina gli schemi mensili che alleghiamo e che vi invitiamo ad utilizzare.
Il terzo giro, concepito per far fronte al disagio lamentato dai cittadini più che ad una effettiva maggior produzione della frazione organica rispetto il periodo invernale, resterà in calendario fino al 30 settembre. Poi torneremo all’attuale ritmo di asporto. E’ sempre molto importante continuare ad utilizzare i sacchetti biodegradabili: un buon compost, utile per migliorare le qualità del terreno cui viene aggiunto, grazie al suo apporto di sostanze organiche e nutritive, deve provenire da una corretta raccolta differenziata della frazione umida. Cioè da una raccolta che esclude plastica, vetro, metalli, e tutte le sostanze inquinanti.
Ricordiamo che il bidoncino dell’umido può essere utilizzato anche per smaltire le piccole potature e i piccoli sfalci dei giardini: nel senso che può essere riempito di questi materiali senza necessità di utilizzare appositi sacchetti. Il terzo giro dell’umido, dunque, darà sicuramente una mano a chi ha un giardino da accudire, fermo restando che per maggiori quantitativi va fatto riferimento al numero verde di Iris 800 99 31 00 e allo specifico asporto degli scarti verdi su appuntamento.
Il criterio ispiratore è lo stesso: una responsabile gestione dei rifiuti, secondo le leggi vigenti ed in nome della salvaguardia dell’ambiente, richiede la differenziazione degli stessi, così da poterne recuperare e riciclare la massima parte, con un tangibile vantaggio economico. E richiede di avviare allo smaltimento – pagandolo a caro prezzo – solo il materiale che non può essere trattato in alcun modo.
Dunque la modalità di asporto del multimateriale non significa, ovviamente, che plastica, lattine e carta, finiscano all’inceneritore di Trieste. Significa invece che eseguita la raccolta dei materiali riciclabili, questa verrà perfezionata con un processo di separazione della plastica dai metalli, e poi completata con il conferimento agli impianti di trattamento e riciclaggio; mentre invece per la parte relativa a carta e cartoni si proseguirà con le consuete forme di pesatura e lavorazione per ottenere carta riciclata.
In entrambi i casi sulle quantità di plastica, lattine e carta recuperati il Conai, Consorzio nazionale imballaggi, riconosce all’ente gestore un contributo che va a ridurre sensibilmente i costi generali del servizio. Quei costi che attraverso il meccanismo della Tia si riversano su tutti gli utenti.
Le innovazioni portate al meccanismo della raccolta differenziata permetteranno di far scomparire dagli angoli delle vie e dalle piazze i contenitori stradali. La loro stessa funzione è, purtroppo,troppo spesso vanificata dai concittadini che li usano come cassonetti per i rifiuti. Questo comportamento è peggio che non collaborativi. Infatti rende inutile il lavoro e la pazienza di quanti hanno correttamente eseguito la raccolta differenziata e conferito i materiali nei cassonetti: perché tutto il contenuto “inquinato” (differenziata e rifiuti domestici ad essa mischiati) finisce all’inceneritore, avendo perso le qualità richieste per ottenere il contributo Conai. Quindi: aggravio pesantissimo dei costi e mancato introito del contributo. Un bel danno per tutti, diligenti e negligenti .
Resteranno al loro posto le campane del vetro. Oltre una cinquantina sono destinate a raccogliere bottiglie, barattoli e piccoli oggetti di vetro. Il vetro è un’altra voce “pesante” nel bilancio dei costi dello smaltimento rifiuti. Trattarlo separatamente diminuisce il peso dei rifiuti da asportare e smaltire, costituendo quindi un risparmio ed è oggetto di contributo da parte del Conai quando sia raccolto separatamente e correttamente.
Non muta neanche il sistema delle “isolette ecologiche”, che continuerà a premiare i conferimenti ricevuti a cura dei cittadini con gli sconti in bolletta. Si tratta in sostanza del riconoscimento all’utente per aver consentito un risparmio sui costi dell’asporto e per aver effettuato una differenziata di qualità, che non richiede ulteriori spese per interventi di separazione, ma viene direttamente pesata, supera il controllo richiesto dal Conai e ottiene il contributo.
Utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti forme di raccolta differenziata corrisponde allo spirito e al dettato della normativa a livello nazionale e comunitario. Nel compiere questa scelta, gli amministratori hanno individuato metodiche calibrate rispetto le esigenze, le caratteristiche e le aspettative della città, fermo restando lo scopo di coniugare l’osservanza delle leggi in materia e l’economicità del servizio.
Quest’ultimo, infatti, viene interamente pagato dagli utenti con la Tia, la tariffa che ha sostituito la vecchia Tarsu: una tassa che era completamente slegata dalla reale tipologia e dai costi del servizio e teneva conto solo della superficie della singola utenza.
Oggi i cittadini sostengono il 100% dei costi del servizio di igiene ambientale, attraverso un meccanismo di calcolo che li distribuisce sulle 19.159 utenze del Comune: precisamente 16.799 domestiche, e 2360 non domestiche.
Minore risulta il costo del servizio nella sua interezza, minore è il carico da distribuire su chi paga: questo è stato il criterio adottato dal Comune di Gorizia. Lo si è preferito all’altro – ognuno paga in base ai rifiuti effettivamente prodotti, puntualmente pesati ad ogni asporto domiciliare – perché induce comportamenti “furbi” ed estremamente dannosi: se non produco rifiuti non pago, quindi invece di destinarli all’asporto li butto dove capita, insozzando ed inquinando l’ambiente circostante.
Rinunciato a percorrere questa strada, il Comune ha scelto il sistema “parametrico” che garantisce l’equo pagamento da parte di tutti i cittadini.
Vediamo com’è fatta la Tia. Innanzitutto, ogni anno, sulla base dei costi e dei dati presentati da Iris e relativi all’anno precedente, il Comune approva e precisa le modalità attuative ed economiche della Tia. Questa si compone di una parte fissa, data ai costi fissi del servizio (come ad esempio lo spazzamento o gli investimenti nelle strutture) e di una parte variabile, comprendente i costi di gestione, direttamente legati alla quantità di rifiuti prodotti, al loro asporto e smaltimento, oltrechè alle caratteristiche del servizio prescelto.
Innanzitutto evitando le forme di smaltimento più costose, cioè incenerimento e discarica, e sostenendo al massimo la raccolta differenziata.
E poi ottimizzando il servizio di raccolta domiciliare per alleggerire i costi gestionali: la frequenza degli asporti, ad esempio, è una voce molto pesante.
Si comprende facilmente che l’impostazione data alla gestione dei rifiuti è decisiva per determinare la parte variabile della tariffa: l’impennata dei costi, purtroppo fisiologicamente in crescita insieme alla quantità di rifiuti prodotti, può essere trattenuta se non addirittura pilotata nella direzione di un vero e proprio risparmio qualora si adottino forme di asporto e smaltimento economicamente convenienti. L’obiettivo, di conseguenza, non può che essere quello di ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati, aumentare le frazioni recuperabili attraverso la raccolta differenziata, migliorare il servizio con la collaborazione degli utenti.
Gli importi calcolati per le utenze domestiche (le famiglie) si basano tanto sul numero di metri quadrati di superficie occupata quanto sul numero di persone che compongono il nucleo familiare.
Perciò, a parità di superficie, la tariffa è maggiore se in una casa abitino quattro persone piuttosto che due (mentre con la Tarsu l’importo sarebbe stato uguale).
Il calcolo per le utenze non domestiche
Per le utenze non domestiche (imprese) la valutazione del numero di metri quadri di superficie occupata si combina con la capacità di produrre rifiuti in relazione al tipo di attività svolta (i parametri sono stabiliti dalla legge).
Nella determinazione degli importi entrano poi in gioco molti altri dettagli, come le variazioni nella composizione del nucleo familiare, l’assenza dei residenti per periodi prolungati, il contemporaneo svolgersi nella casa d’abitazione di un’attività professionale, la variazione dell’attività imprenditoriale. Le variazioni tariffarie sono conteggiate a conguaglio nella Tia dell’anno successivo.
Gli incentivi si ottengono in diversi modi:
Poi ci sono gli incentivi: ovvero quegli sconti che vanno a modificare la parte variabile delle tariffe individuali e che sono attribuiti agli utenti che conferiscano personalmente le proprie raccolte differenziate (carta e cartone, plastica, lattine, vetro) alle isolette ecologiche.
La parola incentivo dovrebbe fugare i dubbi che ancora restano sul fatto che l’impiego delle isolette ecologiche non è mai stato un obbligo per i cittadini, ma era ed è una possibilità offerta agli utenti:
un premio per chi effettui una raccolta differenziata di qualità (nel senso di preventivamente separata), alleggerendo gli oneri della raccolta a carico del servizio. Gli sconti sono resi possibili grazie: - alle entrate derivanti dal contributo che il Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, riconosce sulla raccolta differenziata; ai risparmi derivati dal mancato smaltimento.
Analoghi sconti sono attribuiti anche alle utenze non domestiche che effettuino il recupero degli imballaggi.
Ulteriori riduzioni sono previste per le utenze domestiche che effettuino il compostaggio domestico e non si servano dell’asporto domiciliare dell’umido, ed anche per coloro che continuino a conferire il rifiuto umido ma pratichino il compostaggio per gli scarti verdi dei giardini.
Incentivi e riduzioni non possono superare il 60 per cento della variabile della Tia individuale. Ci preme sottolineare che le iniziative per le quali è riconosciuto un incentivo producono effetti positivi non solo nel portafoglio dei cittadini “diligenti”: come si diceva sopra, l’aumento della raccolta differenziata, infatti, fa diminuire le quantità del cosiddetto “secco residuo” e quindi riduce i costi generali dello smaltimento. A vantaggio di tutti!
Tra incentivi e riduzioni, gli importi della bolletta della singola utenza domestica possono essere abbattuti fino al 60 per cento della parte variabile.
Ricordate:
Una buona raccolta differenziata effettuata da tutta la città va a ridurre i costi generali e quindi incide positivamente per tutti sulla parte variabile della Tia
Sapere che cosa accade a plastica, carta, lattine che abbiamo separato e conferito con precise modalità, ed ai rifiuti umidi che abbiamo selezionato: è una curiosità di molti. Forse, ma certamente ci fa capire come i rifiuti possano divenire risorse nuovamente disponibili. Il che significa dare alle cose che riteniamo da buttare una seconda possibilità di esserci utili: il rifiuto non è più tale se può diventare una materia prima derivata, con risparmio di energia e di risorse naturali. I materiali raccolti a Gorizia con il sistema della differenziata vengono inviati alla piattaforma CONAI di Trieste. Tutti tranne gli imballaggi metallici e di alluminio che se ne vanno direttamente agli impianti delle ditte Trevisan di Monfalcone e Laffranchini di Noale in provincia di Venezia.
Dalla piattaforma del Conai, il vetro si dirige all’Emiliana Rottami, la plastica si distribuisce tra i diversi impianti dell’Idealservice di San Giorgio di Nogaro, San Vito al Tagliamento e Mirano, mentre carta e cartoni se provenienti da raccolta congiunta sono destinati alla Cartiera Romanello, se da raccolta selettiva all’impianto di Ovaro della Reno de Medici. Il rifiuto umido invece viene consegnato all’impianto compostaggio Iris di Moraro.
| 2006 | 2005 | |
|---|---|---|
| Gennaio | 373.080 |
250.600 |
| Febbraio | 345.110 |
221.580 |
| Marzo | 374.080 |
232.680 |
| Dati forniti da Iris Isontina | ||
Per comprendere meglio le ragioni per le quali il sistema di smaltimento voluto a Gorizia prevede la raccolta differenziata ci pare interessante ragionare con qualche numero. Qui accanto confrontiamo innanzitutto i risultati della differenziata nei primi tre mesi di quest’anno con l’analogo periodo del 2005, sommando le quantità in chilogrammi di carta, cartone, metallo, plastica e vetro. Dispiace rilevare un dato: e cioè che la raccolta differenziata della plastica, nei primi tre mesi di quest’anno, ha avuto uno scarto di circa 217 tonnellate, a causa della pessima qualità del materiale conferito dai cittadini.
Il Conai, ovvero il Consorzio nazionale imballaggi, istituzione che impone alle imprese produttrici di pagare una somma destinata allo smaltimento degli imballaggi, riconosce al Comune di Gorizia i seguenti importi per ognuna delle seguenti tipologie di materiale correttamente conferite. E cioè per ogni tonnellata di materiale che abbia le caratteristiche adatte al successivo riciclaggio: le raccolte inquinate vanno buttate, o meglio devono essere smaltite come rifiuti qualunque, con relativo addebito costi.
Dunque: il Conai ci riconosce, a tonnellata conferita, per la carta 10,33 euro, per il cartone 77,98 euro, per il vetro 30,99 euro, per gli imballaggi in banda stagnata 77,47 euro. I valori si impennano per la plastica, che vale 201,42 euro e, per gli imballaggi in alluminio, 180,76 euro.
Questi valori, moltiplicati per le tonnellate effettivamente consegnate, determinano un ricavo che funziona da contrappeso rispetto i costi che la città sostiene per sbarazzarsi dei suoi rifiuti:; quindi li contiene, e di conseguenza alleggerisce tutte le bollette. A ciò si aggiunge un ulteriore vantaggio economico, assolutamente da non sottovalutare: quello cioè dell’aver evitato che ingenti quantità di materiale siano trattate come rifiuto secco residuo.
Quando si pensi che lo smaltimento di quest’ultimo ci costa 145 euro a tonnellata, escluse le spese di trasporto, i conti sono presto fatti.