Assessore: Francesco Del Sordi
Dirigente: Clara Sgubin
Uffici:
P.zza Municipio, 1
Tel. 0481 383204
Fax. 0481 383470
Orario:
10.00 - 13.00 da lunedì a venerdì
Diversi studi, effettuati in tutto il mondo dai dipartimenti di astronomia, hanno confermato che una frazione importante dell’energia elettrica impiegata per il funzionamento degli impianti di illuminazione esterna (circa il 30%) viene utilizzata per illuminare inutilmente il cielo durante la notte.
I dati raccolti fino ad oggi, dalle varie associazioni (approssimati per
difetto), confermano in modo preoccupante che, solo in Italia, ogni anno
vengono spesi circa 200 milioni di euro per difetti di progettazione, di
realizzazione o di gestione degli impianti di illuminazione esterna ovvero
per l’uso di corpi illuminanti che risultano eccessivamente disperdenti
(tipico esempio i lampioni a sfera).
Pertanto, il risparmio è possibile anche senza dover spegnere tutte
le luci delle strade semplicemente razionalizzando e progettando gli impianti
con nuovi criteri e i mezzi presenti attraverso l’utilizzo della moderna
tecnologia.
Gli stessi criteri possono essere impiegati con successo da tutti coloro
che hanno intenzione o necessità di utilizzare impianti di illuminazione
esterna (insegne luminose comprese).
Anche il Comune di Gorizia - Assessorato Igiene e Tutela Ambientale,Verde
Pubblico, Protezione Civile e Mobilità Urbana - è particolarmente
impegnato e coinvolto attraverso i suoi tecnici, nell’individuazione
dei mezzi amministrativi per limitarlo, applicando la L.R. 15/2007 e valutando
di volta in volta tutti i progetti che vengono sottoposti all’attenzione
della Pubblica Amministrazione.
Ed è proprio in applicazione della Legge Regionale del 18
Giugno 2007 n. 15 - "Misure urgenti in tema di contenimento dell'inquinamento
luminoso, per il risparmio energetico nell'illuminazione per esterni e per
la tutela dell'ambiente e dell'attività svolta dagli osservatori
astronomici", BUR FVG n. 26 del 27 giugno 2007 – che
questa Amministrazione invita tutti gli operatori del settore a scaricare
il “modulo di richiesta di deroga o di autorizzazione degli
impianti di illuminazione esterna” e di richiedere la valutazione degli impianti di illuminazione non
ricadenti nelle indicazioni seguenti.
art. 6, comma2
<< … omissis … Sono esclusi dal progetto illuminotecnico
gli impianti di modesta entità o temporanei di seguito riportati:
a) quelli specificati all'articolo 8, comma 4, lettere a), b), c), d), e)
e f);
b) quelli di rifacimento, ampliamento e manutenzione ordinaria di impianti
esistenti con un numero di sostegni inferiore a cinque;
c) quelli relativi a impianti di private abitazioni di potenza complessiva
non superiore a 500 watt;
d) le insegne pubblicitarie di esercizio non dotate di illuminazione propria,
come indicate all'articolo 23 del decreto legislativo 285/1992, e successive
modifiche, e al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992,
n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della
strada), e successive modifiche, e quelle con superfici comunque non superiori
a 6 metri quadrati, installate con flusso luminoso in ogni caso diretto
dall'alto verso il basso, realizzate come prescritto dall'articolo 8, commi
2 e 3;
e) gli apparecchi di illuminazione esterna delle superfici vetrate, in numero
non superiore a tre per singola vetrina, installati con flusso luminoso
comunque diretto dall'alto verso il basso,realizzati come prescritto dall'articolo
8, commi 2 e 3;
f) le insegne a illuminazione propria, anche se costituite da tubi fluorescenti;
g) le installazioni temporanee per l'illuminazione di cantieri comunque
realizzate come prescritto dall'articolo 8, commi 2 e 3.>>
Inoltre, è concessa deroga per tutti gli impianti ricadenti nelle indicazioni del seguente articolo.
art. 8, comma 4
<< …omissis … E concessa deroga per:
a) le sorgenti di luce internalizzate e quindi non inquinanti, quali gli
impianti di illuminazione sotto tettoie, portici, sottopassi, gallerie e
strutture similari con effetto totalmente schermante verso l'alto;
b) le sorgenti di luce facenti parte di installazione temporanea, cioè
che vengano rimosse entro un mese dalla messa in opera, che vengano spente
entro le ore ventuno nel periodo di ora solare e entro le ore ventidue nel
periodo di ora legale;
c) gli impianti accesi per meno di dieci minuti da un sensore di presenza
o movimento dotati di proiettori ad alogeni, lampadine a fluorescenza compatte
o altre sorgenti di immediata accensione;
d) i porti, gli aeroporti e le altre strutture non di competenza statale,
limitatamente agli impianti e ai dispositivi di segnalazione strettamente
necessari a garantire la sicurezza della navigazione marittima e aerea;
e) le strutture in cui vengono esercitate attività relative ai servizi
sanitari, all'ospitalità alberghiera, all'ordine pubblico e all'amministrazione
della giustizia;
f) gli impianti con emissione complessiva al di sopra del piano dell'orizzonte
non superiore ai 2.250 lumen, costituiti da sorgenti di luce con flusso
totale emesso in ogni direzione non superiore a 1.500 lumen cadauna, quali
a esempio lampade a fluorescenza compatta o sistemi d'illuminazione a led
che rientrano nei suddetti limiti. … omissis …>>.
Si ricorda che il progetto illuminotecnico, relativo agli impianti di cui all'articolo 5, comma 1, lettera c), deve essere redatto da una delle figure professionali previste per lo specifico settore. II progetto deve essere sviluppato nel rispetto delle indicazioni e delle prescrizioni delle norme tecniche vigenti del Comitato elettrotecnico italiano (CEI) e dell'Ente nazionale di unificazione (UNI), ed accompagnato da una certificazione del progettista di rispondenza dell'impianto ai requisiti della presente legge. Al termine dei lavori l'impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell'impianto realizzato secondo progetto illuminotecnico) e alle norme di cui agli articoli 8 e 11, fatti salvi le documentazioni, le certificazioni ed i collaudi previsti dalla legislazione in materia.
Inoltre, la legge regionale obbliga il Comune a svolgere tutte le attività
indicate dall’art. 5.
<< … omissis … a) si dotano, entro cinque anni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, di piani dell'illuminazione
che disciplinano le nuove installazioni in conformità alla presente
legge, al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della
strada), e successive modifiche e integrazioni, alla legge 9/1991, e successive
modifiche e integrazioni e alla legge 10/1991, e successive modifiche e
integrazioni, attinenti il Piano energetico nazionale, fermo restando quanto
previsto alla lettera d) e all'articolo 8, comma 1; tali piani, in conformità
agli articoli 8 e 11, programmano, oltre alla realizzazione di nuove installazioni,
la modifica e l'adeguamento, la manutenzione, la sostituzione e l'integrazione
degli impianti d'illuminazione del territorio gia esistenti alla data di
entrata in vigore della presente legge, nonché i relativi finanziamenti
e le previsioni di spesa;
b) adeguano i regolamenti edilizi alle disposizioni della presente legge;
c) sottopongono al regime dell'autorizzazione comunale gli impianti
di illuminazione esterna, anche a scopo pubblicitario, salvo quanto previsto
dall'articolo 6, comma 2;
d) provvedono, tramite controlli periodici di propria iniziativa o su richiesta
di osservatori astronomici, a garantire il rispetto e l'applicazione della
presente legge sul territorio di propria competenza;
e) provvedono, entro tre anni dalla individuazione delle priorità
di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), alla bonifica degli impianti
e delle aree di grande inquinamento luminoso;
f) provvedono, anche su richiesta degli osservatori astronomici o di associazioni
che si occupano di inquinamento luminoso, alla verifica dei punti luce non
corrispondenti ai requisiti previsti dalla presente legge, disponendo affinché
essi vengano modificati o sostituiti o comunque uniformati ai criteri stabiliti,
entro tre mesi dalla notifica della constatata inadempienza e, decorsi questi,
improrogabilmente entro sessanta giorni;
g) provvedono a individuare gli apparecchi di illuminazione pericolosi per
la viabilità stradale e autostradale, in quanto responsabili di fenomeni
di abbagliamento o distrazione per i veicoli in transito, e dispongono immediati
interventi di normalizzazione, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla
presente legge;
h) applicano, ove previsto, le sanzioni amministrative di cui all'articolo
10, destinando i relativi proventi per le finalità di cui al comma
4 dell'articolo medesimo.>>
Il rispetto della legge regionale contro l’inquinamento luminoso
e per il risparmio energetico comporta sicuramente qualche investimento
iniziale, da parte di tante entità presenti sul territorio ma, nel
contempo, consente notevoli benefici a breve e medio termine. Ad esempio,
è possibile modificare un lampione stradale con vetro curvo semplicemente
adottando un vetro temperato piano oppure, se questo non è possibile,
eliminando il vetro stesso.
Mentre, per la modifica dei globi luminosi già esistenti, esistono
in commercio apposite sfere, con la parte superiore schermata al 40-50%,
il cui costo risulta anch’esso irrisorio rispetto al costo di un intero
corpo illuminante.
Pur ritenendo auspicabile che tutti gli impianti esterni, anche con una
sola lampada, vengano realizzati secondo i criteri della legge regionale,
sono state previste alcune importanti deroghe fra cui:
1) impianti internalizzati (ad esempio luci in terrazzi
coperti, sotto tettoie, porticati e/o ripari di altro genere) e quindi,
in concreto, non inquinanti;
2) impianti di uso temporaneo che vengono normalmente spenti
dopo le ore 20 nel periodo di ora solare e dopo le ore 22 in quello di ora
legale (ad esempio, attività commerciali di vario tipo che, saggiamente,
spengono insegne ed impianti esterni al momento della chiusura o poco dopo).
Sono infine previste diverse fasce di protezione degli Osservatori Astronomici, che con gli organi competenti vigileranno sulla corretta applicazione della legge, per tali fasce sono stabiliti diversi e talvolta più restrittivi criteri per la regolamentazione dell’illuminazione pubblica e privata.
(tabella e carta scaricabili in formato pdf)
Alcune applicazioni pratiche, frutto di progetti pilota (come nel comune
di Catania) o di regolamenti comunali contro l’inquinamento luminoso
e per il risparmio energetico (Comune di Civitavecchia), hanno evidenziato
come la spesa necessaria per adeguare l’illuminazione pubblica possa
essere recuperata, attraverso il risparmio conseguito con i nuovi impianti,
in non più di tre anni.
Non bisogna, comunque, dimenticare i benefici indiretti del tipo: risparmio
energetico, maggiore sicurezza delle strade, salvaguardia della flora e
della fauna, e non ultimo, la protezione del cielo notturno.
Varie associazioni, tra cui l’associazione Cielo Buio, hanno evidenziato che l'inquinamento luminoso ha molteplici effetti sul vivere quotidiano, riassunti di seguito.
“… a) culturale - la cultura popolare del cielo è ormai ridotta ad eventi particolari di tipo astronautico; perdendo il contatto diretto con il cielo l'uomo si è impoverito rispetto alle culture millenarie degli antichi popoli orientali, la differenza è esattamente la metà, gli antichi vedevano a 360 gradi, noi a 180 gradi, mancandoci la visione aerale. A titolo di esempio, si pensi che gran parte degli scolari vedono le costellazioni celesti solo sui libri di scuola, e gli abitanti delle più grandi città non hanno mai visto una stella. Si pensi che la notte successiva all'ultimo grande terremoto che colpì la città di "Los Angeles", una miriade di chiamate intasò i centralini telefonici degli istituti scientifici della "California" per sapere che cosa fosse accaduto in cielo. In realtà si trattava solo del fatto che la momentanea sospensione di energia elettrica in molte zone della città e la parziale distruzione di molti impianti di illuminazione avevano reso visibili ai cittadini quel cielo stellato che i più non avevano mai visto.
b) artistico - passeggiando nei centri storici delle città o nelle loro zone artistiche si noterà come l'uomo con una illuminazione cervellotica riesca a deturpare tanta bellezza, studiata e realizzata con abnegazione dagli artisti; luci e poi luci, fari che illuminano a giorno le piazze. In molte città, negli ultimi anni, sono stati installati degli impianti di illuminazione, spesso rivolti verso il cielo, deturpando così i già degradati centri storici. L'illuminazione delle zone artistiche e dei centri storici deve essere mirata e deve integrarsi con l'ambiente circostante in modo che le sorgenti illuminanti diffondano i raggi luminosi in maniera soffusa dall'alto verso il basso, così da mettere in risalto le bellezze dei monumenti;
c) scientifico - dell'effetto scientifico già si è accennato, si pensi che causa l'inquinamento luminoso, gli astronomi sono stati costretti ad inviare un telescopio in orbita attorno alla Terra per scrutare i confini dell'universo. Con la spesa sostenuta si sarebbero potuti costruire almeno 100 osservatori astronomici sul nostro pianeta. Per non parlare del danno ricevuto dagli astrofili (amanti del cielo o astronomi dilettanti), che per osservare il cielo sono diventati esuli della notte;
d) ecologico - l'illuminazione notturna ha sicuramente un effetto negativo sull'ecosistema circostante, flora e fauna vedono modificati il loro ciclo naturale "notte - giorno". Il ciclo della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono nel corso della notte subisce alterazioni dovute proprio ad intense fonti luminose che, in qualche modo, "ingannano" il normale oscuramento. Ecco alcuni semplici esempi scelti nei centinaia presenti in letteratura: le migrazioni degli uccelli vengono fortemente influenzate e messe in pericolo da situazioni quali quelle dell’Aeroporto di Malpensa – Milano o Linate, in un parco USA illuminato a giorno, alcuni orsi hanno distrutto i vari lampioni in quanto "fastidiosi". Numerose specie notturne sono messe in pericolo di estinzione dall’avanzare dell’illuminazione di Barcellona.
e) psicologico - nell'uomo i riflessi sono metabolici
e psichici; la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate
al riposo provoca vari disturbi. Recenti studi hanno messo in evidenza che
troppa luce notturna e l’eliminazione dell’alternanza del giorno
e della notte provoca l’alterazione dei cicli circadiani e l’inibizione
della produzione di melatonina, sostanza che di fatto è fondamentale
per prevenire alcuni tipi di tumori. …”