SHINE

Crediti

Coreografia e regia: Micha van Hoecke
Direzione Musicale: Fabio Castaldi
Scene: Benito Leonori
Costumi: Anna Biagiotti
Luci: Alessandro Caso
Audio: Maurizio Capitini
Video: Andrea Arnese
Laser Show: Riccardo Berti
Musiche dal vivo: Pink Floyd Legend

Compagnia Daniele Cipriani
Guest: Denys Ganio
Solisti e corpo di ballo: Alessandro Burini, Andrea Caleffi, Benedetta Comandini,Umberto Desantis, Susanna Elviretti, Maria Vittoria Frascarelli, Mattia Ignomiriello, Ilaria Grisanti, Marco Lo Presti, Francesco Moro, Davide Pietroniro, Lara Rocco, Madoka Sasaki, Mattia Tortora
Maître de ballet: Stefania Di Cosmo
Assistenti al coreografo: Miki Matsuse, Stefania Di Cosmo e Riccardo Di Cosmo

Scheda Spettacolo

“I Pink Floyd? Una musica che ha un’anima…”
È questo che ha ispirato il celebre coreografo/regista Micha van Hoecke a creare il suo nuovo lavoro Shine sulle indimenticabili canzoni della leggendaria band inglese, musica dei suoi anni giovanili, musiche senza tempo, ponte tra rock e classica.

Punto di partenza nella creazione di Shine è stato il celeberrimo brano Shine on You Crazy Diamond in cui Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour, rendono omaggio al loro compagno Syd Barrett che si era perso nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale.

Accompagnato dal vivo dal sound psichedelico e ipnotico dell’acclamata band Pink Floyd Legend, Shine di Micha van Hoecke è un viaggio sulla luna, non solo (o forse non più) luogo di follia e senno smarrito, bensì simbolo della poesia, della fantasia,della vita stessa.

Prodotto da Daniele Cipriani e Gilda Petronelli, interpretato da solisti del Corpo di Ballo Compagnia Daniele Cipriani e dai Pink Floyd Legend, un sapiente gioco di luci, laser e videoproiezioni, trasforma lo spazio scenico di Shine in una surreale luna abitata da personaggi come Pierrot Lunaire e Petrushka, gli esseri “lunari” che catturarono la fantasia di Schönberg e Stravinsky, oppure da maschere uscite dai sipari della Commedia dell’arte. Visioni oniriche che s’incrociano per creare mondi siderali, eppure molto vicini… perché dentro di noi