CENERENTOLA IN BIANCO E NERO

Crediti

dai racconti di Gianbattista Basile, Charles Perrault e i fratelli Grimm
testo e regia Marco Renzi
con Mirco Abbruzzetti e Simona Ripari
pupazzi Lucrezia Tritone
costumi Valentina Ardelli
scene Paolo Figri e Giacomo Pompei
collaborazione coreografica Manuela Recchi
musiche Giuseppe Franchellucci e Marco Pierini
voci Venusia Zampaloni e Stefano Tosoni
luci e suoni Rs Project
produzione Proscenio Teatro

Tecnica: teatro d’attore, pupazzi, figure animate, interazione con il pubblico
età consigliata: bambini dai 4 ai 10 anni

 

Scheda Spettacolo

Cenerentola è certamente una delle storie più conosciute e raccontate al mondo, la sua origine si perde nella notte dei tempi. La prima testimonianza italiana si deve a Giambattista Basile che la riporta nel suo “Lo Cunto de li Cunti” (1635), mentre le più fortunate e conosciute versioni in occidente sono quelle che ci sono arrivate da Charles Perrault (1697) e dai Fratelli Grimm (1822), scritture per molti versi simili ma con importanti differenze, soprattutto nel finale. La nostra visitazione prende spunto proprio da queste incredibili e diverse maniere di far concludere la vicenda, da una parte Perrault, che perdona le malefatte della matrigna e delle sue figlie e che vede addirittura Cenerentola accoglierle nel Palazzo dove era andata in sposa con il Principe; dall’altra i Fratelli Grimm, che invece puniscono severamente le sorellastre.
Lo spettacolo racconta fedelmente la vicenda, attraversando i momenti più cari e noti al pubblico di ogni età, ci sarà il Principe, la scarpetta abbandonata e non mancheranno, pupazzi animati, situazioni divertenti e coinvolgimento diretto del pubblico, anzi, sarà proprio quest’ultimo a decidere quale dei due finali sarà più gradito, lo farà con una regolare votazione, alzando il foglio che gli verrà consegnato all’ingresso, nella parte bianca o in quella nera. Quella di Cenerentola è storia di mondi magici, di straordinari rapporti con la natura e gli animali, ma è anche storia di una profonda ingiustizia, di riscatto, di prepotenze sconfitte, del bene che trionfa sul male.