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Marcello Fogolino a Gorizia

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GORIZIA – Sarà inaugurata venerdì 31 ottobre, alle 18 a Gorizia (Palazzo Della Torre, sede della Fondazione Carigo – via Carducci 2), e sarà visitabile da sabato primo novembre fino al 15 gennaio con ingresso libero, la mostra “Marcello Fogolino a Gorizia. Ricostruzione di un capolavoro disperso”, dedicata ad uno dei maestri del Rinascimento veneto e friulano, l’artista Marcello Fogolino, allestita per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia.

Alla vernice saranno presenti il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia avv. Franco Obizzi, la curatrice del restauro e della mostra prof. Teresa Perusini e inoltre la Sovrintendente dei Musei Provinciali di Gorizia Raffaella Sgubin e l’esperto Alessandro Quinzi, del gruppo di lavoro che ha operato per il restauro delle tavole in mostra. Il percorso espositivo rappresenta la fase culminante di un articolato progetto che ha preso avvio nel corso del 2007 con il restauro di quattro tavole-capolavoro della produzione del Fogolino, a cura di un pool di ‘tecnici’ e studiosi, diretto dalla prof. Teresa Perusini. Per la prima volta dopo cinque secoli, le tavole appena restaurate, di proprietà della Fondazione ed originariamente commissionate (intorno al 1540) da Gaspare Lantieri, saranno riunite e ricomposte, insieme con due ulteriori tavole di proprietà dei Musei Provinciali di Gorizia che, secondo la ricostruzione degli studiosi, integravano originariamente il medesimo altare. La mostra presenterà così in sequenza le tavole lignee ed una ricostruzione dell’altare commissionato a Marcello Fogolino dal nobile Gapsare Lantieri, intorno al 1548 a Gorizia. Come sottolinea la curatrice Teresa Perusini, Il restauro ha offerto l’occasione per uno studio approfondito che, incrociando i dati provenienti dalla ricerca documentaria, quella storico artistica e quella tecnico-scientifica ha portato all’acquisizione di molte nuove informazioni che integrano ed in parte modificano quanto finora pubblicato su questi dipinti. Come sottolinea la curatrice del restauro, prof.ssa Teresa Perusini, «Nuova è l’ipotesi della provenienza da uno stesso altare delle quattro tavole Lantieri e delle due tavole dei Musei Provinciali, finora mai messe in relazione tra loro nè con le tavole ora restaurate. Nuova è anche l’attribuzione delle tavole a due distinti maestri: uno, Fogolino, autore delle scene vetero-testamentarie e l’altro, forse oltramontano, autore delle storie della Passione. Nuova è in parte l’individuazione delle fonti iconografiche, con la messa in relazione  dei contenuti iconografici al credo del committente. Nuova è anche l’ipotesi della provenienza dell’altare dalla Cappella del castello di Rifembergo, sorretta da alcuni documenti e dati relativi alla storia della cappella e alle sue misure. Nuova infine è l’ipotesi che il committente possa essere il signore del castello negli anni in cui Fogolino era a Gorizia (1548), Gaspare Lantieri, di fede luterana: apre un’interessante interpretazione iconografica del complesso che in effetti può essere interpretato sia in senso cattolico che riformato».

 


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